Musei dei Tesori del culto Micaelico
Museo dei Tesori del culto Micaelico a Monte Sant'Angelo: Gli ambienti delle cosiddette "cripte longobarde" sono tornati alla luce grazie agli scavi promossi dall'Arcidiacono del Capitolo, mons. Nicola Quitadamo, negli anni 1949-1955. Questi ambienti costituivano il primitivo nucleo dell'opera dell'uomo attorno alla grotta naturale.
Lunghe circa 60 metri, le cripte si sviluppano sotto il pavimento della Grotta e del corridoio di accesso ad essa. Il primo ambiente, di circa 45 metri, giunge fino al possente muro di sostegno, sul quale, al livello superiore, è poggiata la Porta di Bronzo. Si tratta di una galleria articolata in otto campate rettangolari, con volta a botte, tra loro comunicanti tramite arconi trasversali. Al suo interno si notano appendici riconoscibili come celle mortuarie.
Nella suggestiva galleria longobarda è ospitato il Museo Lapidario, patrimonio della Basilica, che raccoglie più di 200 manufatti scultorei provenienti dagli scavi del Santuario e da altri monumenti della città di Monte Sant'Angelo. Il Museo Lapidario include reperti provenienti da chiese, battisteri, abbazie e complessi monastici.
Il Corpus dei Tesori del Culto Micaelico (TECUM) conta tra le sue attrattive il Museo Devozionale, riallestito nel 2008 in spazi appositamente realizzati. Questo museo custodisce tutto ciò che oggi appartiene alla Basilica: paramenti, suppellettili liturgiche, tavolette votive, argenti, ori e oggetti d'uso quotidiano.
Anche durante le invasioni dei Francesi nel 1799, il tesoro del Museo Devozionale rimase intatto, resistendo ai saccheggi e alla distruzione. Questo patrimonio rappresenta una testimonianza tangibile di una fede che si rinnova costantemente tra le generazioni, manifestandosi attraverso il valore e la durata dei doni offerti.
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